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Comenius Mobilità in Francia

Duemila anni fa chi conosceva il latino poteva parlare col mondo intero.
Oggi quella lingua rappresenta, seppur con importanti eccezioni, solo una fatica ed un motivo ansiogeno per gli studenti liceali. Ma niente paura: la sua efficacia espressiva, la sua immediatezza e concretezza sono state acquisite dalla nuova lingua universale.
La conferma si può riscontrare tutti i giorni; ultima occasione, la recente esperienza di tre alunni del liceo scientifico di Arzachena (Giovanni Azara, Federica Sechi, Virginia Occhioni), rientrati da un convegno Comenius in Francia, alle porte di Parigi: si sono confrontati con 5 delegazioni europee (Spagna, Portogallo, Polonia, Turchia e Francia), sapendo già in anticipo che l’unico strumento di comunicazione sarebbe stato per tutti la lingua inglese.
Non appaia esagerato o forzato un paragone coi tempi passati: nell’alto medioevo i CLERICI VAGANTES si spostavano da una università europea all’altra, portando la loro scienza, le loro esperienze, il loro pensiero; soprattutto, gettando le basi di quella nascente identità che, nel lungo periodo e con alterne vicende, spesso anche tragiche, ha portato al consolidamento della moderna idea di EUROPA.
La U.E. che oggi conosciamo, molto opportunamente favorisce e sponsorizza spostamenti e incontri tra realtá nazionali diverse. Il progetto Comenius BE MY GUEST spinge in questa direzione. Non é esperienza di tutti i giorni vedere delegazioni di 6 paesi diversi che interagiscono, familiarizzano, favoriscono lo scambio multiculturale, accrescono il desiderio nelle nuove generazioni di viaggiare e inserirsi agevolmente in un contesto internazionale.
I 3 studenti di Arzachena, accompagnati dai Prof.ri Paola Malva e Tonino Nieddu, hanno avuto l’opportunità non solo di visitare Parigi, la reggia di Versailles, una sorprendente Bergerie Nationale, ma anche di presentare ai loro coetanei ed ai professori stranieri gli aspetti storico-culturali e le bellezze del proprio territorio, nonché la valenza turistica dello stesso. Naturalmente garantendo di ricambiare l’ affettuosa accoglienza in casa nostra nella prossima primavera.
È superfluo rilevare, ma non tanto, come ogni momento sia stato caratterizzato da un profondo senso di familiarità, di integrazione, di condivisione di vedute e, non ultima, di reciproca simpatia. Tanto che, anche chi malauguratamente non familiarizza troppo con la lingua inglese, riesce pur tuttavia a trovare motivi di incontro e di scambio culturale.
P.S. La constatazione dell’incipit non voleva certo apparire come un invito a trascurare lo studio del latino! Tutt’altro. Vuole essere, invece, una pressante raccomandazione a impadronirsi, come gli antichi romani, MAIORES NOSTRI, di uno spazio non piccolo del mondo contemporaneo: impossessandosi con assoluta dimestichezza e totale disinvoltura degli strumenti moderni; la lingua inglese, non disgiunta da quello straordinario, moderno, rapido veicolo di avvicinamento: internet e le tante potenzialità informatiche.
(Cmq lo studio del latino può solo favorire l’acquisizione di queste competenze.)

Antonio Nieddu

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