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In ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Il 23 maggio di 25 anni fa alle 17.58 con una considerevole carica di tritolo posizionata sull'autostrada A29, nei pressi di Capaci, era vittima di un feroce attentato il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e gli agenti della sua scorta.
L'obiettivo di tale atto era uno dei due uomini assurto a simbolo della lotta contro la mafia, portata avanti in nome del diritto di tutti i cittadini a una vita governata da leggi democraticamente costituite e del pieno rispetto della dignità umana.
A difesa di questi principi si schierò il suo collega e caro amico Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia il 19 luglio dello stesso anno insieme agli agenti della sua scorta, tra i quali Emanuela Loi.
Ancora oggi e a maggior ragione è importante ricordare chi servitore dello stato sfidò eroicamente la cultura mafiosa per donarci la speranza che sia possibile sconfiggere il clientelismo, la corruzione, l’illegalità.
Ora come allora le figure di questi due eroi, cui è intitolata la nostra scuola, sono e devono essere vive in noi rammentandoci quanto sia fondamentale per una società civile la lotta contro qualunque forma di arbitrio e di violazione delle norme giuridiche ed etiche. Falcone e Borsellino stanno qui a rappresentarci quanto sia essenziale per la crescita di tutti la difesa delle regole di una società democratica, anche a costo della propria vita.
Strage di Capaci
Principio ispiratore di questi due uomini è stato il rigore e la lotta contro qualunque forma di compromesso, contro il silenzio omertoso che favorisce il dilagare dell’illegalità, contro la corruzione di servitore dello stato che barattano il proprio ruolo in cambio di favori, contro chi ritiene naturale darsi regole a proprio uso e consumo e rifiuta di riconoscere quelle che sono concepite a tutela di tutti.
Speriamo fermamente che l’eroico sacrificio dei due magistrati non sia avvenuto invano e che almeno sia servito perché altri potessero vivere in una società migliore, perché tutti noi potessimo continuare a credere in una società migliore, libera da una cultura clientelare e mafiosa, attenta ai diritti di tutti, trasparente nelle sue procedure, nella quale nessuno possa ritenere autorizzato o giustificato qualunque atto illegale, indipendentemente dalla sua entità o gravità.
nostra scuola è costantemente impegnata a mantenere vivo il messaggio di legalità per il quale Falcone e Borsellino hanno immolato le loro vite, perché in futuro non sia necessario ricordare altri eroi morti, ma constatare il raggiungimento di un livello di convivenza civile in cui il rispetto reciproco, la legalità e il dialogo siano il fondamento di una vita comune pacifica e degna di essere vissuta per tutti.

Il Dirigente scolastico
Prof. Stefano Palmas


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